Maria Grazia Brunetti

Profilo

Si forma all’Accademia del Mosaico di Ravenna sotto la guida dei Professori Orselli e Signorini.

Nel ‘59 inizia l‘attivitá di insegnamento all‘Istituto d‘Arte per il Mosaico di Ravenna e parallelamente porta avanti una sua ricerca personale sui possibili tessuti musivi e sui possibili materiali riferiti allo spazio architettonico e l‘arredo urbano con l‘intento di riprodurre il mosaico in versione moderna. Tale ricerca diventa progressivamente uno stimolo ad un più preciso percorso di conoscenza applicabile globalmente al rapporto col reale, processo del tutto personale in cui la funzione intuitiva è prioritaria e trainante del razionale.

Collabora per più di un decennio con il pittore Andrea Raccagni realizzando opere pubbliche e private in Italia e all’estero.

A metà degli anni settanta si trasferisce a Firenze, avendo avuto la cattedra di mosaico all‘Istituto d‘Arte di Porta Romana dove crea un laboratorio che viene definito da Fisher – insigne critico, autore di un libro sul mosaico “il primo centro internazionale di ricerca per il mosaico moderno”.

Sono degli anni ottanta i grandi mosaici pavimentali dove Brunetti affronta contemporaneamente l‘esperienza didattica e di cantiere.

Negli anni novanta avendo lasciato la scuola, si dedica ancora all‘insegnamento all‘interno di corsi organizzati da enti pubblici e associazioni, alcuni con finanziamenti CEE, per il recupero di antichi mestieri e l‘addestramento al lavoro delle donne e dei giovani.

Dalla Zia Graziella al mosaico:
un viaggio di creatività e affetto

Andrea Carlo Cavina

Questo sito rappresenta molto più di un omaggio all’arte musiva di Maria Grazia Brunetti. È un gesto d’affetto, un atto di riconoscenza, un legame mio personale che si rinnova.
Maria Grazia non era solo un’artista straordinaria e stimata insegnante, ma per me era semplicemente “la Zia Graziella”, cugina prima di mio padre, figura familiare e affettiva con un ruolo importante, è stata la mia Madrina di Battesimo. Mi ha accompagnato con i suoi preziosi consigli in tante scelte cruciali aiutandomi a trovare una strada e diventare l’uomo che sono.
Pur non essendo io un artista del mosaico, ho sempre sentito e condiviso con lei un’affinità artistica profonda, un certo sguardo sul mondo, una sensibilità creativa.
Come lei, ho intrapreso una strada nel campo visivo e comunicativo, diventando grafico pubblicitario e creatore dell’Agenzia DesignBlu a Firenze.

Mi piace pensare che, da “nipote acquisito e del cuore”, una parte del suo spirito creativo viva anche nel mio lavoro.
Negli ultimi anni della sua vita, Maria Grazia avvertiva con urgenza il bisogno di raccogliere e documentare le sue opere, disperata nel non riuscire a trovare le forze né la via per farlo. È in quel momento che ho sentito che potevo fare qualcosa io per lei. Abbiamo recuperato insieme testi, immagini, materiali accumulati nel tempo: un lavoro paziente e minuzioso che ha portato alla nascita del sito mosaicomoderno.it.

Non dimenticherò mai la sua gioia nel vedere tutte le sue opere finalmente visibili online, a disposizione di tutti. Questo progetto si inserisce anche in un percorso di valorizzazione della creatività femminile del territorio, con l’intento di conservare e tramandare l’opera lasciata da Maria Grazia Brunetti. È un tributo alla sua arte, certo, ma anche alla sua umanità e alla sua determinazione. Un frammento prezioso della sua memoria che porto con me con amore e gratitudine, per tutto ciò che La “Zia Graziella” è stata e ha rappresentato nella mia vita.

Mosaico moderno
Una tematica nel mondo attuale
Giorgio Ruggeri

Il mosaico, come la ceramica, si puó dire che accompagni al vita dell’uomo fin dalle origini. Mosaici molto raffinati si trovano in antichissime tombe egizie. In Grecia, dapprima, i mosaicisti fanno che trasporre i temi della grande pittura, della quale la paziente fatica degli operatori é spesso unica testimonianza; successivamente il mosaico sostituisce la pittura murale e gli ateliers dei lavori musivi si diffondono con gli echi dell’arte ellenistica dalla Siria fino a Roma.
Nelle ville dell’Africa romana e nei pubblici edifici i pavimenti sono di mosaico. Mosaici murali splendono nella villa di Adriano a Tivoli, negli scavi di Pompei e in quelli di Piazza Armerina, ritenuto il più grande complesso musivo di tutta l’arte romana. L’artista cristiano userà il mosaico per esprimere la sua fede: i pavimenti delle chiese saranno rivestiti dal tappeto policromo musivo. A Firenze, nel Quattrocento, esistono mirabili esempi dovuti al Ghirlandaio e a Baldovinetti.

A Venezia la tradizione tecnica restò viva seppure sempre più svuotata di significato: la decorazione della basilica di San Marco continuò ancora nel periodo barocco. Esercizi di virtuosismo privi di valore artistico sono le copie a mosaico di dipinti di celebri artisti, fatte a Roma nell’Ottocento. Attualmente il mosaico conosce un rinnovato favore, poiché appare particolarmente rispondete a talune esigenze decorative del gusto contemporaneo. Il mosaico ha potuto oggi imporsi come arte vivente dopo un lungo periodo nel corso del quale venivano perpetuate le convenzioni iconografiche e formali bizantine e tardomedioevali.

Oggi ci si accorge che il mosaico dispone di molte più possibilitá di creazione e di impiego che in qualsiasi altro tempo. … questi ultimi last but not least – va ricordata Maria Grazia Brunetti, faentina, insegnante di mosaico all’Istituto Statale d’Arte di Firenze. La Brunetti ha realizzato lavori di grande impegno in Italia e all’estero; è autrice di un prezioso volume didattico – Il mosaico/Un modo di costruire immagini – pubblicato recentemente da Paravia, dove è spiegato in forma piana come si fa il mosaico, che cosa occorre per farlo, corredando il libro con una breve storia e riunendo alcune autorevoli testimonianze. Interpellata sulla sua attività di mosaicista, Maria Grazia Brunetti ha sottolineato la ricerca che svolge da anni sui materiali e sui possibili usi in architettura, nello spazio architettonico, nell’arredo urbano e nel restauro dell’arredo urbano.

A livello didattico la ricerca ha dato luogo a una serie di “tessuti realizzati con materiali diversi, per la maggior parte poveri e di recupero come scampoli di marmo, ritagli di specchi, residui di fusione, scarti di vetro, grès industriale, mosaico vetroso, sassi, ghiaia, lavagna, fossili ecc. (…) a scuola, ha in corso alcune esperienze realizzate col computer che dovrebbe ridurre notevolmente i tempi di progettazione a vantaggio dei costi di lavoro, oltre che la lavorazione. In collaborazione con lo psicologo prof. Paolo Borri, ha presentato (…) un progetto al Ministero e al Consiglio Nazionale delle Ricerche in cui si prevede di inserire il lavoro del grès monocromo in un programma per i non vedenti. Quello stesso progetto era stato presentato dalla stessa Brunetti nel corso di un convegno internazionale sul mosaico nel 1980.